Menu Chiudi

In ricordo di Massimo, il sorriso di tanti bambini

Sabato 30 maggio, a San Michele Tiorre, nel nostro campo scuola e di allenamento, si è tenuta la 3° prova dell’Emilia Baby Cup, ma soprattutto la prima edizione del Memorial Massimo Campanini, per ricordare il nostro amico e compagno di squadra scomparso pochi mesi fa.

Massimo era lì con tutti noi: la sua foto davanti al podio, ma soprattutto il suo sorriso in quello dei tantissimi bambini e bambine che sono accorsi a San Michele Tiorre per quella che non è stata una gara, ma una vera e propria festa.

Lo abbiamo ricordato nell’unico modo che, come squadra, sappiamo fare: organizzare una manifestazione che, come primo scopo, ha il divertimento. E il divertimento dei più giovani è quello, non ci sono dubbi, a cui Massimo teneva di più. I bambini e i ragazzi, infatti, erano anche il motivo che lo spingeva a sponsorizzarci, ormai da diversi anni, con l’azienda casearia di cui era titolare insieme al figlio Marcello.

A San Michele Tiorre eravamo in tanti, ad aiutare e gareggiare. Anche i bambini e le bambine che si sono uniti al Team La Verde da pochissimo, infatti, sono scesi in pista a colorare la Giornata di Massimo. In 20 piccoli e un po’ meno piccoli “omini verdi” hanno pedalato sul circuito disegnato da Diego con l’aiuto di Massimo, Tiziano, Mariangela e Alfio.

Subito dopo il minuto di silenzio, il primo a scendere in pista è stato Luigi Cimmino, vestito di tutto punto con i colori del Team La Verde, perfino con le calze che a momenti gli arrivavano sotto le ascelle, e i pantaloncini – che erano più dei “pantaloncioni” – che scendevano giù, giù quasi fino alle caviglie, ma poco importa, perché la sua grinta esplosiva fa passare in secondo piano le misure della divisa e anche quelle della bici: un vero e proprio missile che continuava a chiedere quando poteva entrare anche lui sul campo di gara prima a provare e poi a gareggiare. Inarrestabile! Il nostro PG farà tanta strada, e credo ne abbia fatta anche sabato, perché dopo averlo accompagnato in griglia non l’ho più visto, forse è ancora lì che gira con la sua mini bici!

E a proposito di grinta, non possiamo sottovalutare la performance del nostro Giacomo Belletti che stravince la categoria dei G1 e sale trionfante sul gradino più alto del podio a ricevere fiori e medaglia da Paolo Farri, orgoglioso di premiarlo nel giorno in cui, anche lui, ha voluto esserci per Massimo.

Nella stessa categoria si sono fatti valere anche Jacopo Manghi e Tommaso Pagani. Prima volta in gara, Alessio Mancuso Catarinella e Giorgio Levis: uno dei due, non ricordo chi (forse entrambi), era così impaziente di dare sfoggio delle proprie abilità tant’è che, proprio come Luigi non faceva altro che chiedermi quando toccava a lui. L’impazienza era tale che stava per accodarsi alla gara dei PG.

Meno impaziente Samuele, fratello di Alessio, che abbiamo dovuto cercare per tutto il campo perché mancava all’appello dei nostri G3. Ma prima di passare oltre, veniamo ai G2. La sfortuna del sorteggio ha fatto partire in fondo alla griglia il nostro Rey, ma se credete che ci sia rimasto male vi sbagliate: coltello tra i denti, pronti, partenza e via! G2 dopo G2, Rey ha rimontato fino alla quinta posizione e si è portato a casa la sua ennesima medaglia con fiori per la mamma (o la fidanzata).

Nei G3, insieme al già citato desaparecidos ritrovato Samuele e a Gregorio Edoardo Prato, c’era Maria Vittoria Levis, anche lei grintosa e nuova arrivata in squadra. Non sappiamo come si sono piazzati, ma poco importa, purché si siano divertiti e abbiano gambe e braccia ancora intatte e al posto giusto.

Con i G4 scendono in campo i tre moschettieri: il Colla, il Salva e il Gambetta (Ale), quest’ultimo strappato al campionato di calcio perché il fratello maggiore, Leo (G6), è ingessato e non poteva regalare punti alla società. Anche questa volta i nostri ragazzi sono partiti dalle retrovie, specialmente il Colla, un po’ dispiaciuto per la lettera sorteggiata, è stato uno degli ultimi a poter rispondere all’appello. New entry, D’Artagnan: Primo Bozzetti.

A spuntarla ai fini della classifica Mattia, che chiude in quinta posizione. Forse Tommy avrebbe preferito portare a casa la medaglia d’oro, ma il suo sorriso dimostra che va bene anche quella di legno (4°) e poi ci si diverte lo stesso quando gli amici restano con te a giocare e festeggiare quando al campo non c’è più il fettucciato, tutti gli avversari sono tornati a casa e il sole è tramontato.

Dacci dentro, Dacci! È proprio il caso di dirlo, perché il nostro Mattia ha dominato quasi tutta la gara dei G5 che prevedeva 3 giri del percorso lungo. Caldo e fatica, però, hanno preso il sopravvento e Mattia ha dovuto cedere il passo accontentandosi di un ottimo secondo posto, con la certezza di aver dato il massimo e anche di più!

Infine, ma non certo per importanza, veniamo agli ormai navigati G6. Grande assente, Leo, che come anticipato, si è rotto un braccio mentre sfrecciava in discesa durante un’uscita con mamma Mariangela e papà Tiziano. Ottima performance per Gabriele Manfrini che chiude in seconda posizione, bravissimi anche Federico Pavone, Pietro Campanini, Davide Bergonzi, questi ultimi anche loro partiti dalle retrovie a causa del solito, sfortunato sorteggio. Nessuno di loro ha mollato, dimostrando la solita grinta e voglia di divertirsi.

Il 1° Memorial Massimo Campanini si è concluso con le premiazioni di categoria e delle squadre, alle quali è stata consegnata una bellissima coppa tricolore dalle mani della famiglia di Massimo, con Silvia, Marcello e la moglie Elisa. Durante la manifestazione erano presenti anche la figlia, Elisa Campanini e i nipotini Celeste e Mattia. Quest’ultimo con la maglia del Team La Verde regalatagli proprio dal nonno Massimo.

Per concludere, a nome di tutti, desidero ringraziare prima di tutto i bambini, senza i quali non ci sarebbe una manifestazione da organizzare, e ovviamente i loro genitori, sempre presenti ad accompagnarli e anche a dare una mano nell’organizzazione (non scrivo i nomi per non dimenticare nessuno, perdonatemi!).

Grazie al nostro inarrestabile presidente Alfio, al secolo Gianfranco Alfieri, che ci mette sempre corpo e anima in tutto quello che fa per la squadra. So che quest’anno desiderava che riuscisse tutto ancora meglio del solito perché ci teneva al ricordo del nostro Casaro. Grazie ai tecnici che oltre a fare i tecnici hanno lavorato tutti con funzioni e ruoli alternativi: Diego, Massimo, Mariangela, Tiziano e David; Angela e Paolo, che erano dietro le quinte in segreteria (un lavoraccio, credetemi!). Grazie a Luciano e Primo, che si fanno sempre in quattro per il campo, il giardino e l’organizzazione. Grazie agli agonisti, che hanno aperto e chiuso le varie gare dei più piccoli: Daniel, Tommaso, Amaranta, Jader, Marco, Edoardo, Tito, Federico, Pietro, Nicolò, Lorenzo, Luca.

Grazie a tutti gli sponsor, che ho già citato nell’articolo istituzionale, ma che ora elenco come persone e amici che hanno voluto esserci per e con Massimo: Angelo, Marco, Paolo, Emma, Alessandro, Gianluca e Luca. Sono passati a “trovarlo” anche il Gianca e Matteo e Luca Porta.

Mi sono dilungata un po’ troppo per essere un articolo che va sul web, ma spero che avrete la voglia, la pazienza e il piacere di leggerlo fino in fondo perchè desidero lasciarvi con una frase tratta dal ricordo che Elisa, la nuora di Massimo, mi ha chiesto di leggere alla fine de 1° Memorial Massimo Campanini:

“Lui era l’amico che tutti meriterebbero di avere! Quell’amico sempre pronto ad aiutarti. Anche
quando non ne aveva le possibilità o capacità trovava il modo di dare una mano!
Purtroppo Massimo ci ha lasciati troppo presto, in un modo tremendo che nessuno di noi riesce a
digerire e spiegarsi! Ci ha lasciati qui, senza le istruzioni d’uso per la vita che rimane, ma sono
certa che se riusciamo tutti a guardare un po’ in profondità le sue istruzioni sono scritte. Magari in
mezzo ai raggi della bicicletta o dentro al cambio della moto, oppure sopra ai petali di un fiore!
Dobbiamo solo essere in grado di cogliere i piccoli segni che il nostro angelo ci manda!
Dobbiamo essere certi che lui non ci ha abbandonato, ma vive dentro di noi…

Chiunque ha avuto la fortuna di conoscerlo e amarlo sa che una piccola scheggia della sua anima vive dentro al proprio cuore! E vi prego non piangete pensando a lui ma sorridete, perché è quello che avrebbe voluto il nostro Casaro

Elisa Cadeddu

di Anna Celenta – Foto di Davide Benassi (che ringraziamo, anche lui sempre presente).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *